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Teniamo la Giustizia fuori dal conflitto di coppia!

Avv. Gerardo Spira*

I genitori entrano in conflitto e i figli ne subiscono le conseguenze!

È la frase ricorrente che si sente appena la notizia si diffonde nell’ambito familiare o corre nella cronaca di piazza e sui marciapiedi di quartiere. L’evento delle separazioni non desta più meraviglia, si diffonde e si ascolta come fatto abituale della conclusione di un caso finito nella cronaca di tutti i giorni. I termini ricorrenti sono: separazione consensuale o giudiziale, affidamento condiviso e collocamento paritario, a seconda della conclusione. La notizia drammatica della fine di un rapporto prorompe sulle pagine pubbliche come la conclusione del caso travolto dalla ruota inceppata di un meccanismo tortuoso di cui a qualcuno è sfuggita la manovella. E così il caso finisce del tritacarne delle notizie del crimine dove si discute del fatto, ma non della causa.

Le Istituzioni responsabili sono molto brave, nel nostro paese a confondere ruoli e competenze, chiudendo il cerchio intorno ai due litiganti. Due persone un bel giorno, calpestando diritto e morale, decidono di separarsi e come altri occupano uno spazio della scena, sputandosi addosso, contumelie, offese, in pubblico ascolto e in presenza dei figli. A questo punto entrano sulla scena avvocati e figure professionali nel tentativo di rimettere la questione nel percorso più appropriato dell’accordo consensuale o della lite davanti al Giudice. Nel primo caso la coppia, se vi riesce, si accorda alle condizioni la cui stabilità temporale è affidata alla loro cosciente collaborazione, nel secondo caso, è il Giudice ad adottare la decisione sulla scorta di attività e relazioni svolte da altre figure: servizi sociali, tutori, curatori etc.

Se la coppia raggiunge l’accordo spontaneamente evita tutte le conseguenze pesanti della decisione imposta e gli onerosi costi di un percorso che incidono sulle condizioni economiche dei due e soprattutto sui figli, intanto trascinati nel complicato viatico di incontri diretti e gestiti dagli operatori professionali chiamati o nominati. Questo tema si perde nella oscurità di un percorso senza regole, impedito da ingiustificato accesso a sapere. È questo il momento in cui le istituzioni perdono il filo della loro importante presenza, del loro dovere di guidare il percorso verso il fine della legge rivolto ai figli. Sentimenti e ragioni di diritto vengono travolti da un complesso di situazioni e comportamenti affidati alla capacità di pratiche usuali di figure professionali chiamate dalla legge a svolgere un incarico tanto importante per finalità di elevato valore sociale. Continua a leggere“Teniamo la Giustizia fuori dal conflitto di coppia!”