Genitori Separati

Convegno ad Aosta

Convegno: L’affido paritetico per garantire bigenitorialità e cogenitorialità ai figli e ai loro genitori. Aosta, 26 settembre 2026 Relazione avv. Francesco Valentini  La verità scomoda di Antonio Sonatore “L’ingiustizia di una giustizia che costringeva un padre a vivere separato dalla figlia” In questa affermazione Antonio Sonatore riassume tutta la sua vita e il profondo senso del suo gesto estremo di padre umiliato nei suoi diritti esistenziali e osteggiato, per aver reso pubblico il suo dramma di genitore privato della figlia, che poteva vedere una volta al mese! Sono passati trent’anni dal gesto estremo di un padre che, prima ancora di …
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Convegno ad Aosta

L’affido paritetico si può e si deve concedere quasi sempre Sabato, in Aosta, si è svolto l’interessante convegno sull’affido paritetico come garanzia per la bigenitorialità e la cogenitorialità nella gestione dei figli dopo la fine della convivenza. Un tema, questo, di estrema attualità per contenere la crescente conflittualità genitoriale, il disorientamento dei minori coinvolti e mantenere un contesto genitoriale paritetico dove i figli possano crescere divenendo i protagonisti della loro vita, ma non ostaggi delle lotte genitoriali. I lavori sono stati aperti da un intervento dell’avv. Francesco Valentini, che ha ricordato la significativa figura del prof. Antonio Sonatore, padre, nel …
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Al cliente l’avvocato deve restituire tutta la documentazione in suo possesso     

La mancata consegna della documentazione al cliente comporta la censura dell’Ordine per l’avvocato: lo ha ribadito, anche se il diritto era noto a tutti, la Cassazione, con una recente ordinanza (Cass., Sez. Unite civili: ord. n. 20608 del 18/06/2026). Molti genitori, con minori collocati prevalentemente presso l’altro, hanno difficoltà, con il proprio legale, ad avere la copia dei loro fascicoli, civili e/o penali, e, spesso, nemmeno vengono consultati sull’atto che l’avvocato presenta al giudice perché, secondo loro, il difensore può agire autonomamente, avendo l’assistito sottoscritto una procura che prevede la delega ad agire. Tanti genitori che si rivolgono a noi …
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Teniamo la Giustizia fuori dal conflitto di coppia!

Avv. Gerardo Spira*

I genitori entrano in conflitto e i figli ne subiscono le conseguenze!

È la frase ricorrente che si sente appena la notizia si diffonde nell’ambito familiare o corre nella cronaca di piazza e sui marciapiedi di quartiere. L’evento delle separazioni non desta più meraviglia, si diffonde e si ascolta come fatto abituale della conclusione di un caso finito nella cronaca di tutti i giorni. I termini ricorrenti sono: separazione consensuale o giudiziale, affidamento condiviso e collocamento paritario, a seconda della conclusione. La notizia drammatica della fine di un rapporto prorompe sulle pagine pubbliche come la conclusione del caso travolto dalla ruota inceppata di un meccanismo tortuoso di cui a qualcuno è sfuggita la manovella. E così il caso finisce del tritacarne delle notizie del crimine dove si discute del fatto, ma non della causa.

Le Istituzioni responsabili sono molto brave, nel nostro paese a confondere ruoli e competenze, chiudendo il cerchio intorno ai due litiganti. Due persone un bel giorno, calpestando diritto e morale, decidono di separarsi e come altri occupano uno spazio della scena, sputandosi addosso, contumelie, offese, in pubblico ascolto e in presenza dei figli. A questo punto entrano sulla scena avvocati e figure professionali nel tentativo di rimettere la questione nel percorso più appropriato dell’accordo consensuale o della lite davanti al Giudice. Nel primo caso la coppia, se vi riesce, si accorda alle condizioni la cui stabilità temporale è affidata alla loro cosciente collaborazione, nel secondo caso, è il Giudice ad adottare la decisione sulla scorta di attività e relazioni svolte da altre figure: servizi sociali, tutori, curatori etc.

Se la coppia raggiunge l’accordo spontaneamente evita tutte le conseguenze pesanti della decisione imposta e gli onerosi costi di un percorso che incidono sulle condizioni economiche dei due e soprattutto sui figli, intanto trascinati nel complicato viatico di incontri diretti e gestiti dagli operatori professionali chiamati o nominati. Questo tema si perde nella oscurità di un percorso senza regole, impedito da ingiustificato accesso a sapere. È questo il momento in cui le istituzioni perdono il filo della loro importante presenza, del loro dovere di guidare il percorso verso il fine della legge rivolto ai figli. Sentimenti e ragioni di diritto vengono travolti da un complesso di situazioni e comportamenti affidati alla capacità di pratiche usuali di figure professionali chiamate dalla legge a svolgere un incarico tanto importante per finalità di elevato valore sociale. Continua a leggere“Teniamo la Giustizia fuori dal conflitto di coppia!”

Convegno ad Aosta

Convegno: L’affido paritetico per garantire bigenitorialità e cogenitorialità ai figli e ai loro genitori. Aosta, 26 settembre 2026

Relazione avv. Francesco Valentini

 La verità scomoda di Antonio Sonatore

“L’ingiustizia di una giustizia che costringeva un padre a vivere separato dalla figlia”

In questa affermazione Antonio Sonatore riassume tutta la sua vita e il profondo senso del suo gesto estremo di padre umiliato nei suoi diritti esistenziali e osteggiato, per aver reso pubblico il suo dramma di genitore privato della figlia, che poteva vedere una volta al mese!

Sono passati trent’anni dal gesto estremo di un padre che, prima ancora di essere un apprezzato maestro e un ricercato psicologo, era un genitore che, con il sussidio di espliciti cartelli, da tempo denunciava pubblicamente per il centro storico di Aosta le ingiustizie subite dal Tribunale civile e da quello per i minorenni, che egli avvertiva come condizionamenti e limitazioni del diritto di padre nel rapporto con la figlia. Ingerenze e influenze tese ad allontanarlo dalla figlia, ancora bambina.

Il prof. Sonatore, isolato nei sentimenti più profondi di padre, espresse il suo dolore nei modi più aperti e pubblici, fino ad umiliare la propria dignità di uomo e di apprezzato professionista per smuovere la barriera delle resistenze a tutti i livelli, familiari, istituzionali e giudiziari.Continua a leggere“Convegno ad Aosta”

Convegno ad Aosta

L’affido paritetico si può e si deve concedere quasi sempre

Sabato, in Aosta, si è svolto l’interessante convegno sull’affido paritetico come garanzia per la bigenitorialità e la cogenitorialità nella gestione dei figli dopo la fine della convivenza. Un tema, questo, di estrema attualità per contenere la crescente conflittualità genitoriale, il disorientamento dei minori coinvolti e mantenere un contesto genitoriale paritetico dove i figli possano crescere divenendo i protagonisti della loro vita, ma non ostaggi delle lotte genitoriali. I lavori sono stati aperti da un intervento dell’avv. Francesco Valentini, che ha ricordato la significativa figura del prof. Antonio Sonatore, padre, nel trentennale della sua morte.

da sinistra: consigliere regionale, Andrea Manfrin, avv. Francesco Valentini, dott. Andrea Pieri, dott. Giovanni Camerini, dott. Bruno de Filippis, avv. Gerardo Spira in videoconferenza.

L’avv. Gerardo Spira, ripercorrendo l’attività svolta ad Aosta dall’Associazione Genitori Separati per la Tutela dei Minori (aps), con proposte ed iniziative concrete, ma non recepite dalle pubbliche istituzioni, ha affrontato nuovamente il tema dei “minori che si trovano buttati nella mischia del conflitto, senza che nessuno presti attenzione alla loro esistenza. Servizi e giustizia impegnano tempo e risorse pubbliche per stare dietro a due litiganti, ma non si accorgono che nella vicenda vi sono la parte più importante … i figli. Sono i figli poi che pagano le conseguenze”.

L’articolato intervento del presidente onorario dell’associazione ha posto alle istituzioni, alla magistratura e ai genitori inquietanti e puntuali interrogativi sulla gestione dei figli minori, sulle procedure per il loro affido e sul fatto “che un principio semplice si trasforma in un groviglio di discussioni contrapposte al punto da perdere il vero obiettivo che dovrebbe costringere tutti a riflettere.(…) Il legislatore ha dettato il principio, sono gli altri che lo manovrano, lo allungano, lo deviano, lo calpestano”.

Il dott. Bruno de Filippis, già presidente della Corte d’Appello di Salerno, ha messo il dito sulla piaga culturale che ancora perdura e che riteneva, “in caso di separazione dei genitori, la situazione migliore per i figli fosse restare con uno solo di essi, per evitare l’esposizione a regole educative e imput diversi, tali da costringerli a scelte, ponendoli al centro di una perenne contesa. In altri termini, si riteneva che essi dovessero avere una sola guida o adottando un linguaggio improprio, ma facilmente intellegibile, un solo “padrone”.Continua a leggere“Convegno ad Aosta”

Al cliente l’avvocato deve restituire tutta la documentazione in suo possesso     

La mancata consegna della documentazione al cliente comporta la censura dell’Ordine per l’avvocato: lo ha ribadito, anche se il diritto era noto a tutti, la Cassazione, con una recente ordinanza (Cass., Sez. Unite civili: ord. n. 20608 del 18/06/2026).

Molti genitori, con minori collocati prevalentemente presso l’altro, hanno difficoltà, con il proprio legale, ad avere la copia dei loro fascicoli, civili e/o penali, e, spesso, nemmeno vengono consultati sull’atto che l’avvocato presenta al giudice perché, secondo loro, il difensore può agire autonomamente, avendo l’assistito sottoscritto una procura che prevede la delega ad agire. Tanti genitori che si rivolgono a noi in mano non hanno il fascicolo del procedimento, nemmeno quando è ancora aperto, perché il legale, anche se esplicitamente richiesto, sottopone l’assistito ad interrogatorio per conoscere le ragioni di questa richiesta, anomala, a suo dire, perché manifesterebbe il venir meno della fiducia nel difensore.

Ciò accade anche da qualche anno a questa parte, nonostante la digitalizzazione dei fascicoli, nel civile, in generale, ma non per tutto, sia iniziata nel lontano 2014. Recentemente è partita anche quella nel penale.

Con tono rigido, il difensore spesso chiede e richiede cosa ne farà di questi suoi documenti, se vuole cambiare legale e gli ricorda che il richiedente non è in grado di valutare i documenti presenti nel fascicolo.

Stando a quanto ci riferiscono le persone che si rivolgono, qualche volta capita anche che il difensore dica al cliente che non ha diritto ad averne la copia o, addirittura, che, per la privacy, è vietato dargli la copia dei documenti. Naturalmente, noi non sappiamo se ciò sia vero o meno.

Non mancano numerosi casi in cui l’assistito viene a sapere dell’atto presentato al giudice e, dopo serrata insistenza, riesce ad averne una copia. Dalla lettura di quanto scritto dall’avvocato a sua insaputa, il pagante assistito constata che le sue puntuali richieste vengono citate in modo vago e senza la dovuta insistenza, facendo passare le puntuali richieste del genitore come un suo desiderio, ma non come applicazione di un suo diritto, previsto dalla legge italiana. L’esito dell’atto, divenuto di circostanza, sarà quello prevedibile e l’unica certezza per il genitore, estromesso dalla vita dei propri figli, sarà quella di essere nuovamente impotente dinnanzi alla ingiustizia verso di lui ed i suoi figli, però con la certezza che anche quell’atto rientrerà nell’esosa parcella del legale che lo assiste, sulla carta.Continua a leggere“Al cliente l’avvocato deve restituire tutta la documentazione in suo possesso     “

Il Ferragosto dei genitori separati e la dura lotta contro l’ingiustizia!

Ferragosto è una ricorrenza che segna, puntualmente, la fine delle ferie, per gli adulti che lavorano, e l’ultimo mese di vacanze scolastiche per coloro che sono impegnati ad assolvere all’obbligo scolastico. Molti figli con genitori non più conviventi, però, hanno sperimentato l’amarezza del fallimento delle aspettative di giugno, come quasi sempre avviene, ed hanno potuto trascorrere solo pochi giorni con il genitore meno presente nella loro vita, perché non ha potuto usufruire delle ferie dovendo lavorare e, non avendo, spesso, nemmeno la possibilità di ospitarli in una abitazione decente per i pochi giorni che dovrebbero trascorrere con lui. A causa di ciò, sono i figli stessi a non voler andare con il genitore nei tempi previsti dal giudice. Questa loro scelta rinnova nel genitore non collocatario (il padre, per il 94%) il dolore della perdita, di fatto, di un diritto genitoriale e i figli vengono privati della presenza   di un insostituibile punto di riferimento per una loro crescita equilibrata e serena.

Non per tutti i separati il Ferragosto è un giorno bello

Un padre, che proprio in questo periodo non ha potuto usufruire delle sudate ferie, ci ha manifestato tutto il suo dolore per non poter andare in vacanza con i tre figli nemmeno un giorno per mancanza di disponibilità economica, a causa di una sanguinaria separazione che lo costringe a dormire su un divano messogli a disposizione dalla vecchia madre ammalata.

Non per tutti i genitori, soprattutto se separati, questo è un periodo di allegria e spensieratezza, anzi, come per le feste natalizie, è un periodo di sofferenza per l’amara constatazione della impossibilità di poter manifestare, in concreto, il reciproco amore tra genitore non collocatario e figli. La questione economica ha le proprie responsabilità e lo continuerà ad avere fino a quando chi decide sul futuro dei minori non avrà la consapevolezza che l’amore tra genitori e figli presuppone, sempre, una equità sociale che non crei disuguaglianze per legge e discriminazioni tra i genitori, in nome di presupposti inesistenti, spesso falsamente costruiti in sedi finanziate per tutelare i minori, ma non per discriminare, quasi sempre, il genitore meno presente con figli, a causa del mancato affido paritario.Continua a leggere“Il Ferragosto dei genitori separati e la dura lotta contro l’ingiustizia!”

I danni del protocollo sulle spese straordinarie

Il protocollo per le spese straordinarie dei minori, sottoscritto (ideato e formulato) dal tribunale e dal locale ordine degli avvocati del distretto, fa riferimento ai giudici locali, senza la pur minima consultazione dei genitori, diretti interessati dei propri figli, delega (affida) la tutela minori e la determinazione del loro mantenimento e delle spese straordinarie agli avvocati, che, in realtà, sono semplici fornitori di prestazione professionale, pagati dal genitore per essere assistito, assieme ai propri figli, nel procedimento incardinato per l’affido degli stessi, è, nell’applicazione, fonte di diatribe tra i genitori.

I parametri standardizzati non sono ammessi, perché non tengono conto del fatto che le spese straordinarie devono essere determinate dal giudice, caso per caso, tenendo conto della reale situazione economica di ciascun genitore, essendo, con la fine della convivenza, le famiglie non più una ma due, e gli schemi del protocollo non si possono applicare in modo manualistico.

L’avvocato, nell’affido, è pagato dal genitore per l’assistenza legale ma non per essere sostituito nella stesura di un protocollo, usato (sarebbe meglio dire abusato) dai giudici e dagli stessi legali, come se fosse una legge emanata dal Parlamento. La difesa civile e penale di un caso singolo non autorizza il legale ad allargarsi su un campo economico che i genitori obbligati al mantenimento ben sperimentano sulla propria pelle. Le leggi le formula e le approva il Parlamento, ma non i giudici, chiamati ad applicarla, ma quelle deliberate a Roma, ma non da sé stessi, in economia, con il legale che, in teoria, difendendo un genitore, costituisce un soggetto esterno. Se vogliono, per ragioni loro, il protocollo lo devono chiedere al Parlamento o al Ministero della Giustizia e tantomeno lo possono rendere obbligatorio, senza l’esistenza del vincolo legislativo.

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